Secondo gli esperti, svegliarsi prima delle 6 può essere dannoso se non è in linea con il proprio cronotipo.
Ogni inizio d’anno porta con sé l’idea di cambiare abitudini. Tra i propositi più diffusi c’è quello di svegliarsi prima, con l’obiettivo di avere giornate più produttive. Ma secondo gli esperti del sonno, non è affatto detto che alzarsi presto faccia bene a tutti. Forzare il risveglio in anticipo rispetto al proprio ritmo naturale può causare danni concreti alla salute, soprattutto se si ignorano le esigenze del proprio orologio biologico.
Il cronotipo conta più della sveglia: come funziona davvero il nostro sonno
Il nostro organismo segue cicli di sonno ben precisi, regolati da fattori genetici e ambientali. Secondo il dottor Aaron Pinkhasov, psichiatra e specialista del sonno, ogni persona alterna fasi NREM (sonno profondo) e REM (sonno leggero e onirico) in cicli di circa 90–110 minuti. Le prime ore di sonno sono dominate dalla fase NREM, fondamentale per il recupero fisico e immunitario, mentre quelle verso il mattino sono dedicate alla fase REM, che favorisce memoria, apprendimento ed equilibrio emotivo.
Alcuni individui – i cosiddetti “mattinieri” – si addormentano facilmente e si svegliano naturalmente presto, entrando velocemente nel sonno profondo. Altri – i “nottambuli” – tendono invece a sfruttare meglio la fase REM delle ore più tarde. In questo caso, svegliarsi forzatamente alle 5 o alle 6 del mattino interrompe i cicli REM, generando stanchezza, irritabilità, difficoltà cognitive e nel lungo periodo anche squilibri metabolici.

Svegliarsi alle 5 non è per tutti: ecco perché potresti danneggiare il tuo cervello – www.24minuti.it
Secondo Pinkhasov, circa il 40–50% delle nostre abitudini di sonno è ereditario. Ciò significa che non tutti possono adattarsi agli stessi orari, anche se l’ambiente sociale – scuola, lavoro, vita familiare – li costringe.
La psichiatra Nissa Keyashian ha evidenziato che chi vive costantemente in disaccordo con il proprio cronotipo rischia di sviluppare ansia, depressione, disturbi alimentari, obesità e persino diabete di tipo 2. I nottambuli, spesso costretti a svegliarsi prima del dovuto per ragioni di lavoro, sono i più colpiti da queste conseguenze.
Come ricalibrare il sonno senza stravolgere il corpo: i consigli degli esperti
Se svegliarsi presto è una necessità, gli esperti suggeriscono di non forzare cambiamenti drastici, ma di riallineare gradualmente l’orologio interno. Il primo passo è avere orari regolari di sonno, andando a dormire e svegliandosi sempre alla stessa ora, anche nei fine settimana. L’incoerenza tra giorni feriali e weekend crea un vero e proprio “jet lag sociale” che destabilizza i ritmi circadiani.
Fondamentale è anche ridurre l’esposizione agli schermi prima di dormire: la luce blu dei dispositivi rallenta la produzione di melatonina, l’ormone che induce il sonno. Un’ora prima di coricarsi, è utile creare una routine rilassante: può includere la lettura, un bagno caldo, meditazione, oli essenziali o una tisana calmante.
Un altro aspetto spesso sottovalutato è l’esposizione alla luce naturale al mattino presto. Bastano 15–20 minuti alla luce del sole per segnalare al cervello che è ora di attivarsi. Questo favorisce la produzione di serotonina, che migliora l’umore e la concentrazione, e aiuta a spostare il ciclo sonno-veglia verso orari più anticipati.
Tuttavia, Pinkhasov avverte che se il corpo oppone resistenza, è meglio non forzarlo troppo. Adattarsi a una società che lavora dalle 9 alle 17 è un vantaggio, ma solo fino a un certo punto: se il prezzo da pagare è un crollo della salute, meglio cercare compromessi intelligenti, come orari flessibili, turni personalizzati o smart working.








