Parcheggi sulle strisce blu e temi la multa? In un caso specifico non devi pagare nulla. La norma esiste, ma viene raramente spiegata.
Trovare parcheggio in città è spesso una sfida quotidiana. Quando finalmente si individua uno stallo libero sulle strisce blu, il pensiero corre subito al parchimetro e al rischio di una sanzione. Pagare sembra l’unica strada possibile, anche quando qualcosa non funziona come dovrebbe.
Eppure, esiste una situazione ben precisa in cui la sosta è legittima anche senza ticket, e l’eventuale multa può essere annullata. Non si tratta di un trucco né di una scappatoia, ma di un diritto riconosciuto dalla normativa e confermato più volte dalla giurisprudenza. Un dettaglio che raramente viene spiegato agli automobilisti e che spesso porta a pagare sanzioni che, in realtà, non sarebbero dovute.
Strisce blu, scopri l’unico caso in cui la multa puoi non pagarla
Il punto centrale è uno solo: l’impossibilità oggettiva di pagare. Se il parchimetro è guasto, non accetta monete oppure non consente il pagamento elettronico tramite bancomat o carta, il cittadino non può essere considerato inadempiente. La legge attribuisce ai Comuni la facoltà di istituire aree di sosta a pagamento, ma impone anche un obbligo preciso: garantire che il servizio funzioni correttamente. Questo significa che i sistemi di pagamento devono essere efficienti e accessibili. Se così non è, viene meno il presupposto stesso per sanzionare.
Un aspetto spesso ignorato riguarda l’obbligo dei pagamenti elettronici. I parchimetri devono consentire il pagamento non solo in contanti, ma anche tramite strumenti digitali. La mancanza del POS o il suo malfunzionamento non è un problema del cittadino, bensì dell’ente che gestisce la sosta. In assenza di alternative funzionanti nelle immediate vicinanze, l’automobilista non è tenuto a spostare il veicolo alla ricerca di un altro parcheggio a pagamento. In quel contesto, la sosta non può essere considerata irregolare.

Strisce blu, scopri l’unico caso in cui la multa puoi non pagarla – 24minuti.it
Se viene elevata una sanzione nonostante il disservizio, la multa è contestabile. Le sentenze della Corte di Cassazione hanno chiarito che non si può punire un comportamento quando il cittadino non ha avuto la possibilità concreta di adempiere all’obbligo di pagamento. Il principio è semplice, ovvero non si può pretendere ciò che è materialmente impossibile fare. La responsabilità ricade sull’amministrazione che non ha garantito il corretto funzionamento del servizio.
Prima di tutto, documentare la situazione: fotografie chiare del parchimetro guasto, dell‘assenza del POS o dei messaggi di errore. È utile anche dimostrare che non ci sono altri dispositivi funzionanti nelle vicinanze. Se arriva la multa, la scelta migliore è non pagarla subito. Il pagamento equivale ad accettare la sanzione e rende molto più complessa la contestazione. Con le prove raccolte, è possibile presentare ricorso e far valere un diritto riconosciuto dalla legge.








