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Le vecchie musicassette oggi valgono oro: se hai queste praticamente ti compri una casa

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Le vecchie musicassette oggi valgono oro: se hai queste praticamente ti compri una casa - 24minuti.it

Il mercato vintage è impazzito per alcuni nastri magnetici anni ‘80 e ‘90: ecco perché certe cassette oggi valgono più di uno smartphone.

Il mercato dell’usato non guarda più solo a vinili e fumetti: ora è il momento delle musicassette, e non per nostalgia. Alcune edizioni rare, uscite negli anni ‘80, ‘90 o addirittura 2000, stanno raggiungendo valori a tre o quattro zeri, spinti dalla logica del collezionismo e dal fascino dell’analogico. Ma non si tratta di qualsiasi cassetta trovata in cantina: servono requisiti ben precisi, dalla rarità all’integrità del nastro, passando per l’edizione specifica. E in certi casi, se ne possiedi una originale in buono stato, puoi davvero pagarti l’anticipo di una casa.

Quando una vecchia cassetta vale più di un disco d’oro

In un’epoca in cui tutto è digitale e immediato, il ritorno del nastro magnetico ha qualcosa di romantico e concreto. I collezionisti non cercano solo musica, ma un oggetto fisico con una sua storia, una grafica precisa, un suono imperfetto che racconta l’epoca in cui è stato inciso. Tra le cassette più richieste c’è “The Madonna Collection” del 1987, che all’apparenza sembrerebbe comune, ma oggi è introvabile fuori da certi mercati. Il suo valore può superare tranquillamente le centinaia di euro se tenuta bene.

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Quando una vecchia cassetta vale più di un disco d’oro – 24minuti.it

Un altro caso clamoroso è “Xero” del 1997, pubblicata prima che la band diventasse famosa con un altro nome. Dentro ci sono brani inediti mai pubblicati altrove, e il prezzo può arrivare a migliaia di euro. C’è anche chi ha puntato tutto sulla vaporwave, come la cassetta “Floral Shoppe” di Macintosh Plus: uscita nel 2012, è diventata un oggetto culto nel suo genere, difficile da reperire e molto ambita online. In certi casi si tratta di tirature limitate, altre volte è il contenuto a farne un pezzo unico.

Il valore cresce se il nastro è in perfetto stato, funziona, non ha muffe o distorsioni audio, e la custodia è quella originale, senza graffi o rotture. Le copie “mint” (cioè immacolate) sono le più ricercate e vendute. I collezionisti seri sono disposti a trattare solo su oggetti che sembrano appena usciti dal negozio. Il prezzo? Dipende anche dalla domanda: più una certa edizione diventa virale nei forum specializzati, più il valore cresce.

Dove vendere una musicassetta rara e quanto si può davvero ricavare

Il guadagno è possibile, ma solo se si sa dove e come vendere. I mercatini locali possono essere utili per una prima valutazione, ma i veri appassionati si muovono su canali online, spesso internazionali. Le piattaforme più usate sono eBay, Subito, Vinted, ma per le edizioni di alto valore esistono anche siti dedicati come Catawiki, dove si svolgono vere e proprie aste di collezionismo vintage.

Anche i social sono una risorsa: gruppi Facebook o profili Instagram specializzati in musica analogica possono essere piazze reali di scambio, con utenti che conoscono perfettamente ogni titolo raro e ogni ristampa. Alcuni preferiscono vendere in blocco, altri aspettano l’offerta giusta. Il consiglio è non svendere nulla senza prima cercare bene: a volte una cassetta apparentemente insignificante può valere anche diverse centinaia di euro, specie se legata a un artista che ha acquisito fama postuma o che ha pubblicato materiale raro solo in quel formato.

Il fenomeno è solo all’inizio. Molti nastri prodotti tra il 1985 e il 2000 non sono mai stati ristampati su CD o su Spotify. Questo significa che alcuni contenuti esistono solo lì, su quel supporto fragile e obsoleto, che oggi torna a essere prezioso proprio per la sua unicità. E mentre il vinile è già stato riscoperto da anni, la cassetta sta vivendo ora la sua seconda giovinezza.

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