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In questo luogo italiano la fioritura primaverile trasforma la città in una fiaba: da vedere una volta nella vita

Castelluccio di Norcia
In questo luogo italiano la fioritura primaverile trasforma la città in una fiaba: da vedere una volta nella vita - 24minuti.it

Un altopiano a oltre 1.400 metri diventa uno dei paesaggi più straordinari della penisola, tra natura e memoria.

Nel cuore dell’Umbria, a cavallo tra fine maggio e luglio, Castelluccio di Norcia diventa un luogo che pare uscito da un’altra epoca. Ogni anno, senza date fisse, migliaia di persone salgono fino ai Piani di Castelluccio per vedere una cosa che accade solo lì: la Fiorita, un’esplosione di papaveri, fiordalisi e margherite che trasforma un altopiano in uno dei paesaggi più riconoscibili d’Italia. Eppure, non è solo la natura a disegnare quel mosaico: dietro c’è il lavoro dell’uomo, la memoria di un’agricoltura antica, la resistenza di una comunità colpita duramente ma ancora presente.

Un evento naturale che esiste solo grazie al lavoro umano

La Fiorita di Castelluccio non nasce per caso. A rendere possibile questo fenomeno sono i campi coltivati a lenticchie, presidio IGP che ha reso il borgo famoso in tutto il mondo. Questa particolare varietà di legume, piccola e resistente, cresce a oltre 1.400 metri di altitudine e fiorisce insieme a numerose specie spontanee che colorano l’intero altopiano. Il risultato è un paesaggio cangiante, che muta ogni anno in base a pioggia, temperatura e rotazione dei terreni.

Castelluccio di Norcia

Un evento naturale che esiste solo grazie al lavoro umano – 24minuti.it

Non ci sono date ufficiali per la Fiorita. Alcuni anni raggiunge il picco a fine giugno, in altri a metà luglio. Questa imprevedibilità, piuttosto che scoraggiare, spinge tanti a tornarci più volte, attratti dall’idea che non esistano due Fiorite uguali. Ogni visita diventa un piccolo atto di scoperta. E il fatto che sia il frutto di una relazione millenaria tra uomo e ambiente, rende tutto ancora più raro. È difficile trovare in Italia un altro esempio così diretto di come l’agricoltura possa generare bellezza visiva, oltre al cibo.

Dal punto di vista fotografico, il colpo d’occhio è unico: campi larghi, colori saturi, un cielo spesso terso. L’altopiano è circondato da cime che superano i 2.000 metri – il Monte Vettore, il Monte Sibilla – e tutto sembra sospeso. Non si sentono auto, né rumori artificiali. Solo vento, insetti, voci basse. E chi c’è, spesso osserva in silenzio.

Un borgo ferito dal terremoto che non ha mai smesso di resistere

Il paese di Castelluccio di Norcia oggi ha poco più di un centinaio di residenti. Prima del terremoto del 2016, il numero era più alto, ma le scosse hanno danneggiato gravemente case, strade e attività. Da allora, molti edifici sono ancora in fase di recupero, e la ricostruzione è lenta. Nonostante questo, il borgo continua a vivere. Le trattorie hanno riaperto, i produttori locali sono rimasti, e d’estate il paese si ripopola. Non ci sono attrazioni artificiali, solo la pietra, il silenzio e la vista che si apre su decine di chilometri di natura.

Chi arriva a Castelluccio non viene solo per guardare. C’è chi cammina lungo i sentieri che partono dal borgo, chi attraversa i prati in bicicletta o a cavallo, chi sale verso le creste dei Sibillini. È un luogo dove la natura impone il suo ritmo, e ogni stagione ha un volto diverso. D’inverno si imbianca, d’estate si apre, d’autunno si svuota. Ma non perde mai identità.

A tavola, il cuore della tradizione è la lenticchia IGP di Castelluccio, coltivata da secoli e cucinata in zuppe dense, piatti rustici, accompagnata da salumi, formaggi di pecora, pane fatto a mano. Nei periodi di festa si trovano dolci semplici, pasticci da forno, ricette che usano quello che c’è. Anche a tavola, nulla è esibito, tutto è autentico. La cucina qui serve a resistere, non a stupire.

Molti dicono che la Fiorita sia la più spettacolare d’Italia. Forse. Ma a renderla diversa non è solo la bellezza: è il fatto che, a quasi 1.500 metri, un’intera comunità continua a prendersi cura di un paesaggio, senza trattarlo come un parco a tema. In silenzio, ogni giorno.

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