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Evita di mangiare subito il cibo che prepari in microonde: rischi grosso e non lo sai

Microonde
Se mangi subito dopo il microonde, potresti correre un rischio che quasi nessuno conosce - www.24minuti.it

Il calore non si distribuisce in modo uniforme e può lasciare zone fredde piene di batteri: ecco perché serve aspettare.

Riscaldare gli avanzi al microonde è un gesto quotidiano, veloce, pratico, e ormai del tutto automatizzato. Eppure, un’abitudine così comune nasconde un dettaglio poco conosciuto che può incidere sulla sicurezza alimentare. Secondo quanto riportato dal sito Tasting Table, non bisognerebbe consumare subito il cibo appena uscito dal microonde. È consigliabile attendere da uno a tre minuti, perché proprio in quel lasso di tempo si completa un fenomeno fisico essenziale: la distribuzione del calore interno.

Quando si estrae un piatto dal microonde, la cottura non è ancora terminata. All’interno del cibo, il calore continua a spostarsi dalle aree più calde a quelle più fredde, compensando le differenze generate da un riscaldamento non uniforme. È per questo motivo che il microonde ha un piatto girevole: tenta di evitare che alcune zone si riscaldino troppo, mentre altre rimangano quasi fredde. Ma spesso non basta.

I rischi legati alle zone fredde nel cibo riscaldato male

Se il cibo riscaldato non raggiunge una temperatura uniforme, alcune porzioni potrebbero restare sotto i livelli considerati sicuri per l’eliminazione dei batteri. Questo è particolarmente rilevante per piatti congelati, compatti o ricchi di amido, come lasagne, riso, zuppe dense, o pezzi di carne. In questi casi, le aree fredde diventano potenziali rifugi per microrganismi patogeni, che possono sopravvivere al microonde e proliferare una volta ingeriti.

Il tempo di riposo consente al calore di continuare a distribuirsi, rendendo il piatto più sicuro da consumare. Anche mescolare il cibo a metà cottura può aiutare a migliorare l’effetto termico, ma non è sufficiente se si mangia subito dopo.

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Se mangi subito dopo il microonde, potresti correre un rischio che quasi nessuno conosce – www.24minuti.it

Gli esperti di sicurezza alimentare sottolineano che il tempo di attesa è fondamentale proprio per prevenire intossicazioni batteriche. Alcuni microrganismi pericolosi, come Salmonella o Listeria monocytogenes, possono resistere in zone mal riscaldate, soprattutto se il cibo è stato conservato in frigorifero o congelato per lungo tempo.

Per i pasti più grandi, o per contenitori molto profondi, l’attesa può anche superare i 3 minuti, specie se l’interno del piatto è ancora tiepido. In questo modo, si evitano anche riscaldamenti multipli — altra abitudine scorretta — che danneggiano i tessuti degli alimenti e aumentano la perdita di umidità e sapore.

Microonde e nutrienti: cosa si perde davvero, e cosa si conserva meglio

Un altro punto spesso dibattuto riguarda la preservazione dei nutrienti nel cibo riscaldato al microonde. Secondo Adrian Hernandez, dietologo intervistato dall’aggregatore Tasting Table, tutti i metodi di cottura comportano una perdita di vitamine e minerali, ma la differenza sta nella quantità d’acqua usata, nella temperatura e nella durata del calore applicato.

Il microonde, in questo senso, può essere meno distruttivo di altri metodi. Poiché cuoce in tempi brevi e quasi senza liquidi aggiunti, è in grado di preservare meglio alcune vitamine termolabili, come quelle del gruppo B e la vitamina C, che si degradano facilmente con la bollitura prolungata.

Non si tratta, quindi, di un elettrodomestico da evitare, ma da usare in modo consapevole. La strategia ottimale consiste nel riscaldare a temperatura più alta, per tempi brevi, e poi lasciare riposare. Questo consente di eliminare eventuali batteri nelle parti fredde, senza esporre l’intero piatto a un calore prolungato che potrebbe danneggiare i nutrienti.

Il microonde, se ben usato, è un alleato della salute. Ma ignorare le dinamiche termiche interne al cibo può trasformare un gesto sicuro in un potenziale errore. Bastano pochi minuti di attesa, magari mentre si prepara la tavola o si versa da bere, per garantire un pasto più sano e sicuro.

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