Viaggi

È la provincia più sottovalutata d’Italia: pochi visitatori, ma i suoi borghi lasciano senza fiato

Benevento
Un arco romano, un museo di streghe e borghi sospesi: cosa si nasconde a Benevento? - www.24minuti.it

Tra rocche, canyon, dinosauri e leggende: l’entroterra campano che in pochi conoscono davvero.

Tra le città italiane che restano ai margini delle rotte turistiche tradizionali, Benevento è forse quella più ingiustamente ignorata. Schiacciata tra giganti del turismo internazionale come Napoli, Caserta o la Costiera Amalfitana, questa provincia campana racchiude invece un patrimonio storico e paesaggistico raro, tutto da esplorare. E non si tratta solo di monumenti dimenticati: ci sono borghi arroccati, fiumi da attraversare in canoa, castelli medievali, terme naturali e anche un dinosauro conservato in un museo. Non è un caso che chi la visita ne resti colpito. Qui un itinerario di tre giorni per scoprire i luoghi più suggestivi.

Sant’Agata, il fiume di vetro e i borghi delle streghe

Il viaggio nel cuore della provincia beneventana può iniziare da Sant’Agata de’ Goti, un borgo che sembra sospeso nel tempo. Arroccato su uno sperone di tufo e raggiungibile tramite un ponte scenografico, il paese conserva ancora intatto il suo impianto medievale fatto di vicoli acciottolati, archi e piazzette, con un castello all’ingresso e una vista mozzafiato sulla valle. È uno dei centri storici meglio conservati della regione e spesso usato come set cinematografico per il suo fascino immutato.

Dopo aver assaggiato i piatti locali in una delle tante trattorie, la direzione ideale è il Parco del Grassano, a poca distanza da Telese Terme. Il parco è attraversato da un fiume così limpido da sembrare vetro: si possono noleggiare canoe, passeggiare tra gli alberi o semplicemente sdraiarsi al sole. A pochi chilometri, le terme di Telese offrono un tuffo nel relax, tra vapori naturali e acque sulfuree.

Benevento

Un arco romano, un museo di streghe e borghi sospesi: cosa si nasconde a Benevento? – www.24minuti.it

Nel secondo giorno si entra nel cuore mistico di Benevento, visitando Pietrelcina, il borgo natale di San Pio, oggi meta di pellegrinaggi e sede di vari itinerari spirituali. Qui tutto è rimasto semplice, rurale, e per chi ama i paesaggi lenti e le atmosfere autentiche è una tappa imperdibile. Nella vicina Piana Romana, si può vedere l’antico campo dove il santo pregava da giovane.

Poco distante si trova San Marco dei Cavoti, capitale del croccantino: un piccolo borgo dall’identità dolciaria fortissima, con botteghe storiche che conservano le ricette di un tempo. È uno di quei posti dove il tempo scorre più lentamente e i profumi dell’infanzia sembrano tornare con forza.

Benevento città e le sue tracce romane (e preistoriche)

Il terzo giorno è dedicato al capoluogo, Benevento, città che sorprende a ogni angolo. Poco conosciuta, ma piena di storia, comincia con la Basilica di Santa Sofia, affacciata sull’omonima piazza: si tratta di una chiesa longobarda risalente all’VIII secolo, oggi Patrimonio UNESCO. I suoi interni sono sobri ma evocativi, e la struttura è uno dei pochi esempi rimasti della spiritualità dei longobardi.

Proseguendo nel centro storico, si arriva al maestoso Arco di Traiano, simbolo della città, costruito nel 114 d.C. e ancora perfettamente visibile. Non lontano si trova il Duomo, alle cui spalle spunta un secondo arco romano meno noto ma altrettanto suggestivo. La stratificazione storica qui è evidente a ogni passo.

Tra le tappe più insolite spicca il Museo del Sannio, dove è conservato Ciro, il primo dinosauro ritrovato in Italia: un reperto che pochi conoscono ma che rende il museo un luogo di grande interesse anche per le famiglie. Poco lontano si può visitare anche il curioso Museo delle Streghe, legato alla leggenda secolare secondo cui Benevento sarebbe stata uno dei centri del culto magico nel Medioevo. Le storie sulle “janare”, donne considerate streghe, sono ancora vive nell’immaginario popolare e fanno parte dell’identità del territorio.

Prima di lasciare la città, vale la pena fare una passeggiata nella Villa Comunale, polmone verde cittadino, e poi spostarsi a sud verso Montesarchio, ultimo gioiello dell’itinerario. Qui si può visitare il Castello medievale e scendere nella valle delle Forche Caudine, luogo simbolico della storia romana, dove i sanniti umiliarono le legioni romane in uno degli episodi più noti dell’antichità.

Change privacy settings
×