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Crepe nel muro, cosa fare se noti questo preoccupante dettaglio: agisci al più presto

Crepe nel muro
Crepe nel muro, cosa fare se noti questo preoccupante dettaglio: agisci al più presto - 24minuti.it

Il rigonfiamento dell’intonaco non è mai casuale: umidità, crepe e muffe vanno risolti prima che diventino pericolosi.

Succede all’improvviso: una macchia sospetta, una crepa che si allarga o un pezzo di muro che cade, magari proprio sul soffitto. Chi abita in case datate o al piano terra conosce bene questo genere di episodi, che spesso iniziano con un rigonfiamento dell’intonaco, destinato presto a trasformarsi in un distacco visibile o in una scrostatura diffusa. Dietro a questi fenomeni c’è quasi sempre una causa precisa, che va affrontata con metodo. Perché il problema dell’intonaco che si stacca non riguarda solo l’estetica o la manutenzione ordinaria: può diventare un problema strutturale o un pericolo per la salute, se collegato a muffe, infiltrazioni o materiali inadeguati.

Umidità, condensa, perdite e difetti nei materiali: quando il problema nasce dall’acqua

Una delle cause più comuni è l’umidità di risalita, soprattutto nei piani bassi o in edifici costruiti senza barriere impermeabili nelle fondamenta. L’acqua presente nel terreno risale lungo i muri per capillarità, trasportando sali che si cristallizzano sotto l’intonaco, spingendolo verso l’esterno e provocando bolle, distacchi, efflorescenze bianche. In questi casi non si tratta di un semplice danno estetico ma di una degradazione continua, difficile da risolvere senza interventi mirati.

Un altro fattore è rappresentato dalle infiltrazioni d’acqua dall’esterno, che possono dipendere da tetti danneggiati, crepe in facciata, grondaie o pluviali otturati. L’acqua si insinua nei punti deboli e ristagna all’interno della parete: quando l’intonaco si gonfia, spesso è già tardi. Non è raro che il problema compaia dopo una pioggia intensa, e che si accompagni a macchie scure o ad aloni umidi in rapida espansione.

Crepe nel muro

Perdite idrauliche: anche un piccolo gocciolamento, può impregnare il muro – 24minuti.it

Diverso è il caso delle perdite idrauliche: anche un piccolo gocciolamento, se costante, può impregnare il muro per settimane o mesi. Qui l’alone tende ad allargarsi anche senza pioggia e spesso il rigonfiamento compare nei pressi di tubi nascosti o raccordi deteriorati.

Poi c’è il tema della condensa, che colpisce cucine, bagni e stanze con scarsa ventilazione. Il vapore si deposita su superfici fredde, penetra nell’intonaco e ne compromette la coesione, generando distacchi soprattutto negli angoli o dietro ai mobili. È una umidità silenziosa, che si insinua poco a poco.

E infine ci sono i difetti nei materiali o nella posa dell’intonaco: impasti sbagliati, superfici non asciutte, tempistiche errate. Quando il lavoro non viene eseguito con criterio, l’umidità rimane intrappolata e il risultato è un intonaco fragile, che si gonfia e si stacca anche in assenza di piogge o perdite evidenti.

Cedimenti strutturali e soffitti a rischio: quando l’intonaco diventa pericoloso

Non sempre la causa è l’acqua. Anche i movimenti della struttura dell’edificio possono provocare distacchi dell’intonaco. Basta un assestamento minimo, una vibrazione anomala, un piccolo cedimento del solaio per generare crepe irregolari, fratture o zone che perdono aderenza. In questi casi l’intonaco si comporta come un rivestimento teso su una superficie in movimento: prima si fessura, poi si gonfia, infine cade.

Il caso più critico riguarda l’intonaco del soffitto, soprattutto se collocato sotto un piano abitato o soggetto a infiltrazioni dall’alto. Quando si stacca dal soffitto, il distacco può essere improvviso e violento. I segnali da osservare con attenzione sono le bolle che crescono, le crepe concentriche, il suono vuoto quando si batte leggermente con la mano e la presenza di polvere o granelli che iniziano a cadere. Se si notano questi indizi, la rimozione controllata diventa urgente: un crollo può rappresentare un rischio diretto per chi vive nell’ambiente.

La cosa peggiore da fare è coprire tutto con una mano di pittura. Non serve a nulla, anzi: maschera il problema e lo fa peggiorare. L’unico approccio corretto parte da un’indagine: capire da dove arriva l’umidità, se ci sono perdite, infiltrazioni o umidità di risalita. Poi si interviene alla radice. E solo dopo si rimuove tutto l’intonaco compromesso, si lascia asciugare il supporto e si ripristina. A volte servono barriere chimiche, trattamenti impermeabilizzanti o interventi sulle strutture portanti.

Il muro che si scrosta è un segnale: ascoltarlo può evitare spese più gravi. O problemi ben peggiori.

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