Economia

Così puoi andare in pensione 3 anni prima: ecco cosa devi assolutamente fare

Così puoi andare in pensione 3 anni prima
Grandi novità per il sistema pensionistico italiano - 24minuti.it

Il 2026 sembra essere l’anno degli anticipi, specialmente per il sistema pensionistico italiano che si apre a nuove possibilità.

Il 2026 porta con sé nuove opportunità per chi desidera lasciare il lavoro in anticipo rispetto alla pensione, sfruttando strumenti di accompagnamento già previsti dall’INPS. Non si tratta di un vero anticipo della pensione, ma di misure che consentono di smettere di lavorare fino a 3 anni e 7 mesi prima.

Questi strumenti garantiscono un reddito ponte e la copertura contributiva figurativa, accompagnando il lavoratore fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione. Le possibilità principali sono tre: utilizzo della Naspi, congedo straordinario biennale e Anticipo Pensionistico Sociale, meglio noto come Ape sociale.

Le novità delle pensioni 2026

Ognuna di queste soluzioni risponde a condizioni specifiche e può rappresentare un vantaggio concreto per chi si avvicina all’età pensionabile. La Naspi è l’indennità di disoccupazione destinata a chi ha maturato almeno 4 anni di lavoro consecutivi, anche presso datori di lavoro diversi.

Così puoi andare in pensione 3 anni prima

Il 2026 aggiorna i limiti temporali per la pensione – 24minuti.it

Garantisce fino a 2 anni di sostegno economico, pari al 75% della retribuzione media per i primi 6 mesi, con riduzione del 3% mensile successivo. Chi si trova a 65 anni, quindi a 2 anni dalla pensione di vecchiaia fissata a 67, può utilizzare la Naspi come ponte verso il pensionamento.

La misura è valida anche per chi è a 2 anni dai requisiti contributivi della pensione anticipata ordinaria: 42 anni e 10 mesi per uomini, 41 anni e 10 mesi per donne. La contribuzione figurativa coperta dalla Naspi è utile sia per il diritto sia per la misura della pensione, rendendola uno strumento di accompagnamento efficace.

Il congedo straordinario biennale consente di anticipare l’uscita dal lavoro di 2 anni, riservato a chi assiste un familiare con disabilità grave ai sensi della Legge 104. Durante il congedo il lavoratore percepisce la stessa retribuzione dell’ultimo mese precedente, con copertura contributiva figurativa valida per la pensione.

È richiesta la convivenza con il familiare disabile, salvo deroghe previste per i figli, che consentono l’accesso anche senza convivenza. Questa misura rappresenta un periodo di assenza retribuita, perfettamente legittimo, che può essere sfruttato come anticipo dell’uscita dal lavoro.

Chi si trova a pochi anni dalla pensione può così beneficiare di stipendio pieno e contributi senza prestare attività lavorativa. L’Ape sociale consente di smettere di lavorare fino a 3 anni e 7 mesi prima dell’età pensionabile ordinaria.

Possono accedervi, a partire da 63 anni e 5 mesi, quattro categorie di contribuenti con almeno 30 anni di contributi. Si tratta di caregiver conviventi da almeno 6 mesi con un familiare disabile grave, disoccupati che hanno terminato la Naspi e invalidi civili con invalidità pari o superiore al 74%.

Per gli addetti ai lavori gravosi sono richiesti almeno 36 anni di contributi, con condizioni specifiche definite dalla normativa vigente. L’importo dell’Ape sociale corrisponde alla pensione maturata, con limite massimo di 1.500 euro mensili, senza rivalutazione e senza possibilità di cumulo con redditi da lavoro.

Change privacy settings
×