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Capello critica duramente gli arbitri: “Serve più trasparenza e rispetto nel calcio italiano”

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calcio- 24minuti.it

Nel corso di un’intervista rilasciata a una nota emittente sportiva, Fabio Capello ha espresso con veemenza una critica senza precedenti nei confronti della classe arbitrale italiana, suscitando un ampio dibattito nel mondo del calcio. L’ex allenatore di fama internazionale ha definito gli arbitri come una vera e propria mafia, denunciando presunti comportamenti non trasparenti e un sistema che, a suo avviso, penalizzerebbe ingiustamente molte squadre e giocatori.

Fabio Capello, noto per la sua carriera di successo sia come tecnico che come opinionista, non ha risparmiato parole dure nei confronti degli arbitri. Nel suo intervento, ha sottolineato come spesso le decisioni arbitrali sembrino influenzate da dinamiche poco chiare, che vanno al di là del semplice errore umano. Capello ha parlato di un sistema consolidato e opaco, paragonandolo a una mafia che agirebbe con mezzi non trasparenti e che comprometterebbe la credibilità del calcio italiano.

Queste dichiarazioni si inseriscono in un clima già teso, considerando le recenti polemiche arbitrali emerse durante la stagione 2025-2026 di Serie A, dove alcune partite chiave sono state segnate da decisioni contestate, con l’utilizzo del VAR che, nonostante gli sforzi per migliorare la trasparenza, continua a far discutere tifosi, addetti ai lavori e media.

Il contesto attuale del calcio italiano e le reazioni

Negli ultimi mesi, la classe arbitrale italiana è stata al centro di numerose critiche, in particolare per alcune scelte controversie che hanno influito sui risultati delle partite di vertice. L’introduzione di tecnologie come il VAR aveva inizialmente alimentato speranze di maggiore equità, ma le controversie non sono mancate.

L’intervento di Capello ha riacceso il dibattito, portando a reazioni contrastanti. Da un lato, alcuni ex giocatori e allenatori hanno condiviso la necessità di riformare profondamente il sistema arbitrale, chiedendo maggiore trasparenza e rigore. Dall’altro, la classe arbitrale – rappresentata dall’AIA (Associazione Italiana Arbitri) – ha replicato definendo le accuse “infondate” e “pretestuose”, sottolineando l’impegno costante per garantire l’imparzialità e la correttezza in campo.

In parallelo, la FIGC sta valutando nuove iniziative per migliorare la formazione degli arbitri e l’uso della tecnologia, con l’obiettivo di ridurre al minimo gli errori e di restituire fiducia a tifosi e addetti ai lavori.

Il duro attacco di Capello rappresenta dunque un ulteriore capitolo nella lunga discussione che coinvolge il sistema arbitrale italiano, evidenziando la necessità di un confronto aperto e costruttivo per tutelare la credibilità del calcio nazionale e garantire una competizione leale e trasparente.

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